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Attività con la Regione Emilia-Romagna
Il 19 febbraio una speranza si è aperta; il percorso prospettato dalla Regione Emilia Romagna al prof. Zamboni, socio fondatore di Hilarescere, rispondendo a criteri internazionalmente riconosciuti, introduce, finalmente, all'interno di un percorso di ricerca condiviso con le Istituzioni. Questa è la strada maestra per raggiungere nel minor tempo possibile i malati con certezze scientifiche e terapeutiche adeguate ai bisogni. Verrà ora affidato ad un gruppo di esperti già individuati lo studio di fattibilità di un trial randomizzato TERAPEUTICO, non solo diagnostico. Questo è un grande, grandissimo passo avanti rispetto allo studio inizialmente solo diagnostico da più parti indicato. Di ciò ci sentiamo di dover ringraziare la Regione. Ora dobbiamo procedere con la massima speditezza concessa dall'avanzare, però, anche con quelle accortezze metodologiche che rendano quest'esperienza replicabile. A vantaggio di tutti i malati.
Si è così consolidata l'esperienza vissuta unitariamente dall'Università di Ferrara con la nostra Fondazione: l'affermazione della scoperta del prof. Paolo Zamboni, CCSVI (acronimo di chronic cerebrospinal venous insufficiency insufficienza venosa cronica cerebro spinale). Oggi riconosciuta e condivisa in tutto il mondo come qui di seguito descritta. CCSVI consiste di stenosi mal formative di varia foggia che colpiscono le vene giugulari interne e altre vene cerebrali, associandosi in modo preoccupante alla sclerosi multipla, la più comune causa di disabilità nei giovani. In due promettenti studi pilota il trattamento endovascolare miniinvasivo della CCSVI ha apportato notevoli miglioramenti al malato di sclerosi multipla.
Per quello che riguarda l’origine delle stenosi della CCSVI, lo scorso settembre a Montecarlo il panel di esperti della IUP, la più vasta organizzazione scientifica che si occupa di patologia venosa, non ha esitato ad inserirle fra le malformazioni venose di tipo trunculare, ovvero fra quelle che si sviluppano fra il 3° ed il 5° mese di vita intrauterina, inserendole nel documento di consenso internazionale che ne avalla anche la terapia. Oggi tale documento è rinvenibile su PubMED ( > vai al sito)
Tutto il lavoro scientifico svolto è stato supportato, organizzato e divulgato da Hilarescere (costituita per iniziativa della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna in strettissima collaborazione con l'Università di Ferrara. E' stato organizzato allo Stabat Mater un convegno internazionale l'8 settembre 2009 alla presenza dei Presidi di Medicina di Ferrara e Bologna e di studiosi d'assoluto rilievo internazionale. Sul questo stesso sito sono rinvenibili tutte le pubblicazioni prodotte e sono consultabili liberamente, avendo la stessa pagato l'open access alle riviste. In ultimo, in dicembre, Zamboni e Salvi hanno pubblicato i risultati di medio periodo della cura di CCSVI nella sclerosi multipla su 65 malati: il primo studio al mondo applicante una raffinata tecnica endovascolare ad una condizione vascolare che non era mai stata prima studiata: in sintesi, il 73% dei pazienti RR a 18 mesi ha riscontrato un'assenza di progressione unita a parziali recuperi di ciò che la malattia aveva precedentemente loro inflitto, assenza di progressione condivisa con le forme PP/SP trattate.
A fine gennaio uno studio indipendente condotto dal BNAC dell'Università di New York ha cominciato a confermare i dati diagnostici forniti dal prof. Zamboni pur con le inevitabili differenze dovute ad una diverso stato d'avanzamento della ricerca e ad un ineliminabile dazio da pagarsi al consolidamento della curva d'apprendimento. Ciò insieme a quanto sostenuto a Montecarlo dai chirurghi vascolari e, chiaramente, ai risultati ottenuti dal prof. Zamboni e riportati nelle pubblicazioni indicizzate, ha generato grande eco nel mondo anglosassone. All'Università di New York il prof. Zivadinov ha chiesto 5 milioni di dollari per passare anche lui dalla fase diagnostica a quella terapeutica confortato anche da posizioni sempre più favorevoli, e graniticamente argomentate, all'interno del mondo scientifico. L'Università di Stanford è già coinvolta nel momento terapeutico ed Harvard collabora con Zamboni su un altro aspetto di questa ricerca, gli accumuli di ferro nel cervello.
Un primo momento può dirsi, dunque, aver raggiunto il suo compimento con l'articolata pubblicazione su riviste scientifiche internazionali delle ricerche del prof. Paolo Zamboni e dal dott. Fabrizio Salvi sostenuti dalla Fondazione Hilarescere in collaborazione con l'Università di Ferrara. Ora tali risultati, promettenti per il rigore scientifico con cui sono stati ottenuti, ma preliminari quanto ai numeri dei pazienti coinvolti, devono trovare in un contesto più ampio la loro conferma anche sotto il profilo della loro riproducibilità da parte di terzi. La Regione guiderà, quindi, la seconda fase di analisi: una sperimentazione clinica controllata che ne valuti l’efficacia. Per far ciò, ha individuato un panel di esperti cui è stato affidato il compito tecnico-scientifico di verificarne la fattibilità con le modalità immaginate ed elaborarne il protocollo. La fattibilità di questa sperimentazione e le sue caratteristiche, compreso il numero di pazienti che sarà necessario reclutare ( previo parere favorevole dei Comitati etici ), verranno definite da questo panel di esperti che comincerà i suoi lavori nei prossimi giorni.
Dal momento che questo tema è, molto comprensibilmente, al centro delle attenzioni dei pazienti affetti da sclerosi multipla e dei loro familiari, questa pagina sarà costantemente aggiornata in tempo reale al realizzarsi di ogni stadio d'avanzamento di tale percorso.
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Clinical Governance Emilia-Romagna
La regione Emilia-Romagna ha approvato un Progetto di Clinical Governance, cofinanziato dalla Fondazione Hilarescere. Il grant di 180.000 euro verrà impiegato per dimostrare la accuratezza diagnostica dell'esame ecocolorDoppler cerebrovenoso nella diagnosi della CCSVI associata o meno alla Sclerosi Multipla, comparandolo con la risonanza magnetica avanzata. Il Progetto si svilupperà nel 2010-2011 con la partecipazione del Centro Malattie Vascolari dell'Università di Ferrara, il Centro il Be.Ne e la UOC di Neuroradiologia dell'Ospedale Bellaria di Bologna.